Competitività: trimestre debole per l'industria italiana
di Guida Monaci S.p.A.
L'Istat ha diffuso i dati sulla produzione industriale di marzo.
L'Istat ha diffuso i dati sulla produzione industriale di marzo. E non è andata per niente bene: l'indice, che si è attestato a quota 101,9, ha subito un calo del 7,4% rispetto allo stesso mese del 2007.
Certo, per via delle festività legate alla Pasqua, i giorni di lavoro quest'anno sono stati 20, contro i 22 del marzo 2007. Dunque, l'indebolimento della produzione industriale assume un aspetto meno pesante, ma comunque significativo, se si considerano i dati corretti per i giorni lavorativi: la contrazione è comunque del 2,5 per cento.
Le difficoltà di marzo si riflettono sull'andamento complessivo che l'indice ha registrato nei primi tre mesi dell'anno: -1,1% rispetto al primo trimestre del 2007. Il problema, dunque, è capire cosa sta succedendo nei gangli e nelle giunture di un sistema produttivo che, dall'avvento dell'euro, ha sperimentato una dura, complessa e sostanzialmente efficace ristrutturazione industriale. In particolare, i ricercatori dell'Istat hanno messo in evidenza una generale debolezza del corpo manifatturiero del nostro Paese: utilizzando sempre i dati corretti per i giorni lavorativi, i beni di consumo a marzo sono scesi del 4,1%: entrando nel dettaglio, i beni durevoli sono calati del 6,6% e i non durevoli del 3,4 per cento.
Non solo. La scarsa reattività, se non l'arretramento, dimostrata dall'industria italiana a marzo viene evidenziata anche dal core business della nostra economia: i beni strumentali, in discesa dell'1%, e i beni intermedi, in flessione addirittura del 3,8 per cento. L'unica voce che sostiene l'indice della produzione industriale è quella energetica, in rialzo del 4,5 per cento. Un comparto a doppio taglio: perché se costituisce un settore autonomo con logiche proprie, è innegabile che la bolletta, in tempi contraddistinti da prezzi crescenti, rappresenti un costo in aumento per l'intera economia italiana.
Il senso di appesantimento che quest'ultima sta sperimentando emerge dai dati di alcuni settori negli ultimi anni strutturalmente in difficoltà: -2,2% il tessile e l'abbigliamento, -4% le calzature e -0,9% i mobili. Gli apparecchi elettrici e di precisione, asse portante di tutta la nostra meccatronica, risultano in flessione del 3,1 per cento, mentre gli apparecchi meccanici mettono a segno un buon 3,5 per cento.
A marzo la produzione industriale degli autoveicoli (auto più camion più macchine movimento terra) cresce, in termini corretti per i giorni lavorativi, del 4,8 per cento. In termini grezzi l'indice registra al contrario una flessione pari al 3 per cento. E, per le sole autovetture, a marzo la produzione registra in termini grezzi (gli unici rilevati dall'Istat) una flessione del 9,2% rispetto allo stesso mese del 2007.
Il Centro Studi Confindustria ha comunicato la sua stima per l'andamento della produzione industriale ad aprile: -0,2% in confronto a marzo. Al netto delle differenze di calendario, la produzione industriale registra un calo dello 0,1% rispetto all'aprile del 2007 (due giornate lavorative in meno). "Si tratta - spiegano in Confindustria - della terza flessione consecutiva, dopo quelle rilevate dall'Istat a febbraio e a marzo". La cosa peggiore, secondo gli analisti di Viale dell'Astronomia, è che la riduzione dell'attività industriale proseguirà. Le aspettative degli imprenditori manifatturieri a tre mesi, in peggioramento ormai da oltre un anno, anticipano un andamento debole dell'attività industriale nel secondo trimestre.
E alla luce dei numeri dell'Istat, anche l'Isae ha reso pubbliche le sue elaborazioni. La produzione industriale italiana mostrerà nel secondo trimestre del 2008 una riduzione del 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. "Gli indicatori congiunturali continuano a delineare per i mesi seguenti un ciclo industriale in indebolimento" - osservano i suoi economisti, secondo i quali - "l'attività manifatturiera registrerebbe una flessione ad aprile (-0,9%), seguita da un parziale recupero nei mesi di maggio (+0,4%) e di giugno (+0,3%)".