"PRODURRE ENERGIA PULITA SI PUÒ"

di Guida Monaci S.p.A.
Intervista con Oreste Vigorito
Amministratore Delegato IVPC (Italian Vento Power Corporation)
Intervista con Oreste Vigorito
Amministratore Delegato IVPC (Italian Vento Power Corporation)

La produzione di energia in Italia è da sempre uno dei problemi principali per il nostro paese che dipende in modo rilevante dall'estero. Eppure ci sono realtà importanti, magari di nicchia, che perseguono l'obiettivo di una produzione di energia pulita. Ne abbiamo parlato con Oreste Vigorito, Amministratore Delegato dell'IVPC, azienda avente ad oggetto la progettazione e la realizzazione di impianti per la produzione, il trasporto e la trasformazione di fonti rinnovabili di energia, nonché l'attività di distribuzione e vendita di energia.

Dr. Vigorito, l'energia elettrica prodotta da fonti eoliche continua a dimostrare la sua maturità tecnologica. Ed allora, qual è la situazione di questa fonte considerata da molti "la più pulita"?
Nel 2007 abbiamo avuto un anno molto positivo in termini relativi per il settore dell'eolico, infatti si sono installati 633 MW di nuovi impianti e si è raggiunto il dato complessivo di 2726 MW. Inoltre il dato più significativo è che l'anno appena concluso ha registrato la crescita maggiore di sempre per l'Italia. Il nostro Paese ha iniziato il percorso virtuoso che da anni auspicavamo, ora si tratta di cambiare passo e di proseguire con decisione verso il raggiungimento degli obiettivi assunti in sede internazionale.
Qual è il rapporto costi/produzione di elettricità originata dal vento?
Il costo di produzione delle energie rinnovabili è ancora maggiore rispetto a quello delle fonti fossili solo perché si omette di calcolare tutti i costi delle produzioni energetiche. A livello internazionale questo si sta superando introducendo il principio del calcolo dei costi esterni che sono alla base delle motivazioni del riconoscimento degli incentivi alle rinnovabili. Nel complesso per il sistema intero infatti i benefici di una produzione infinita, senza costi ambientali, senza costi per la salute nonché senza necessità di realizzare infrastrutture energetiche impattanti, è ampiamente più conveniente.
Costi elevati, impatto ambientale, discontinuità dell'energia prodotta. Sono le critiche più frequenti quando si parla di eolico. Come risponde?
I costi puri delle rinnovabili sono più elevati, come detto, ma i benefici in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, di costanza dell'apporto energetico e di riduzione delle emissioni sono il motivo del successo, nel mondo, di questa tecnologia. L'impatto che un parco eolico ha non è certamente ambientale ma paesaggistico. Un buon eolico è infatti quello che può armonicamente essere inserito in un contesto senza alterarne gli equilibri, inoltre il nostro Protocollo impone il ripristino dello stato alla situazione ante-operam e quindi una totale eliminazione dell'impatto visivo che, notoriamente e a differenza di quelli ambientali, è completamente reversibile.
In merito alla discontinuità si deve ricordare che la fonte eolica è una fonte ripetitiva e costante e ai fini energetici l'apporto annuale è, come dimostrano dieci anni di dati, assolutamente continuo, non è invece programmabile e in quanto tale si deve sfruttare l'energia prodotto quanto c'è la fonte ed è per questo che le normative europee e nazionali prevedono la priorità nell'utilizzo dell'energia a maggior valore intrinseco come è l'eolico.
Molti soggetti istituzionali stentano a dare il necessario supporto a questa fonte pulita. Perché?
Forse c'è una errata concezione di difesa dello stato attuale, o più semplicemente una paura del nuovo. Tutti i soggetti che operano in regimi di monopolio tendono a mantenere lo status quo per timore di dover perdere potere, o semplicemente di dover modificare abitudini e prassi. Un altro aspetto può essere la non comprensione dell'importanza reale che tale fonte può dare al sistema intero. A superare entrambe le due situazioni ci sta pensando l'Europa che ci spinge, oramai senza possibilità di tornare indietro, verso un nuovo modello energetico in cui le rinnovabili al 2020 dovranno contribuire per il 20 %. Questo in termini elettrici per l'Italia deve significare almeno il 30 % e l'eolico contribuirà per quasi la metà, quindi nolenti o volenti questa tecnologia dovrà essere sviluppata, insieme alle altre, al massimo del suo potenziale.
Diversi studi dimostrano l'enorme potenzialità dell'eolico come fonte di energia rinnovabile. Come renderla più competitiva?
La previsione dell'apporto dell'eolico italiano al raggiungimento degli obiettivi assunti, parla di 16.100 MW al 2020 con una produzione elettrica di 27,37 TWh, l'attuale dato parla di 4,3 TWh prodotti nel 2007, pari ai consumi di 5.000.000 di italiani, quindi il potenziale è effettivamente notevole. Per facilitare la diffusione di questa tecnologia dobbiamo per forza di cose agire sulla semplificazione autorizzativa e sulla durata dell'iter di approvazione dei progetti e per far questo si deve dare piena attuazione alle normative vigenti, con un impegno a livello nazionale per l'emanazione delle linee guida per l'autorizzazione unica che dovevano essere emanate dal 2004 e che ancora non ci sono. Solo riducendo l'incertezza dell'esito e soprattutto la durata dell'iter autorizzativo si potrà ridurre le inefficienze del sistema, e pertanto rendere maggiormente competitiva un'energia che comunque, se venissero conteggiati tutti i costi anche quelli occulti, già oggi sarebbe competitiva.

 
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