Un piano da 50 milioni per aiutare il microcredito

di Guida Monaci S.p.A.
Cinquanta milioni di euro complessivi per l'assistenza tecnica agli intermediari del microcredito e per il finanziamento delle loro attività.
Cinquanta milioni di euro complessivi per l'assistenza tecnica agli intermediari del microcredito e per il finanziamento delle loro attività. Il progetto Jasmine – acronomimo dell'inglese Joint Action to support micro-finance institutions in Europe – è stato elaborato dalla Commissione europea e dalla Banca europea d'investimenti (Bei), in coordinamento con il Fondo europeo d'investimenti (Fei) e partirà in via sperimentale all'inizio del 2009 con un progetto pilota di tre anni. L'originalità dell'iniziativa è il coinvolgimento di diverse entità, dalle istituzioni europee (Commissione, Bei e Parlamento) – che faranno la loro parte con una quota dei fondi disponibili per la politica di coesione e con risorse della Bei, nonché altri partner finanziari – alle banche pubbliche e private, passando per la rete di Eurofi (che ne riunisce le principali in un gruppo di lavoro sui servizi finanziari e bancari) e i singoli donatori.
“Ancora oggi – ha spiegato la Commissione Ue per le politiche regionali – c'è un divario importante tra l'offerta di micro-finanziamenti, ancora molto sottosviluppata, e il numero di persone che vorrebbe creare o ingrandire la loro attività ma non hanno accesso ai finanziamenti bancari tradizionali”. Nella Ue la domanda di questo tipo di credito - solitamente prestiti per un importo medio di circa 7.700 euro - proviene essenzialmente da persone che creano piccole imprese di servizi che spaziano dalla consulenza nell'uso del Pc alla pulizia di finestre e giardini, alle cure per persone e animali. “Questa iniziativa – spiega ancora la Commissione – intende costituire un quadro per coordinare i nostri sforzi a livello dell'Ue migliorando il quadro giuridico e istituzionale in cui operano gli erogatori di microcrediti e accrescendo la disponibilità di capitale. Con il microcredito potremmo aumentare di 6,1 miliardi il capitale investito in Europa”.
Più in dettaglio, il progetto cerca di colmare questo divario con il supporto, tecnico e finanziario, agli intermediari del microcredito. Un'unità operativa (che tecnicamente si installerà presso la sede del Fei) sosterrà quindi le istituzioni di microfinanziamento di tipo non bancario affinché adottino delle best practice che le varranno un sigillo di qualità riconosciuta a livello nazionale. E le aiuterà a valutare le domande di finanziamenti e a reperire nuove risorse.
In Europa il microcredito implica prestiti di meno di 25mila euro, ma di solito la media è di 10mila euro per l'Unione a 15 e di 3.800 per l'Ue a 12. Il microcredito è concepito per le microimprese che occupano meno di 10 persone (91% di tutte le imprese europee) nonché per i disoccupati o le persone non attive che desiderino avviare un'attività autonoma ma non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari. Questa iniziativa è rivolta a quel segmento di mercato che non interessa le banche (non-bankable). Secondo le stime Eurostat, la domanda potenziale di microcredito in Europa potrebbe ammontare a più di 700mila nuovi prestiti, pari a un importo di circa 6,1 miliardi nel breve termine.

 
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